Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di Dr E. D Amico (del 22/06/2009 @ 10:33:48, in Rassegna stampa, linkato 175 volte)

Studi di settore in vigore dal periodo d'imposta 2008 - Principali novità (circ. Agenzia Entrate 18.6.2009 n. 29) DI SCALIA

Nell'ambito degli studi di settore applicabili per il periodo d'imposta 2008 può trovare applicazione una variegata tipologia di correttivi. Alcuni correttivi sono stati approvati dal DM 19.5.2009 per effetto della crisi economica, mentre altri correttivi erano operativi già in precedenti periodi d'imposta. In generale, i correttivi ai risultati degli studi di settore possono essere distinti in: - automatici, attraverso i quali l'azione correttiva è effettuata in modo automatico dal software GE.RI.CO. sulla base dei dati indicati dal contribuente; - non automatici, attraverso i quali la riduzione dei valori stimati dallo studio di settore non opera automaticamente, ma viene visualizzata da GE.RI.CO. in un apposito campo denominato "Riduzioni"; la riduzione può diventare effettiva solo se, a seguito del contraddittorio con il contribuente, l'Ufficio verifica la sussistenza dei presupposti necessari per la fruizione del correttivo. Nell'ambito dei correttivi automatici sono inclusi i correttivi congiunturali "anti-crisi" ed altri correttivi approvati con il DM 6.3.2008 applicabili ai seguenti studi di settore: UD07A - Fabbricazione di articoli di calzetteria a maglia; UD07B - Confezione ed accessori per abbigliamento; UD08U - Fabbricazione di calzature; UD13U - Finissaggio dei tessili; UD14U - Tessile; UD18U - Fabbricazione prodotti in ceramica e terracotta; UM05U - Commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature. I correttivi non automatici trovano invece applicazione con riferimento agli studi TG69U (Edilizia), EG40U (Locazioni immobiliari) e UG44U (Alberghi e affittacamere).

Fonte: ilsole24ore del 21 giugno 2009, p. 21

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Di Dr E. D Amico (del 19/06/2009 @ 11:38:16, in Rassegna stampa, linkato 146 volte)

Spese di telefonia fissa e mobile - Limite di deducibilità dell'80% - Applicazione in capo alle società mandanti (ris. Agenzia Entrate 18.6.2009 n. 162) DI LOVECCHIO

Ad avviso dell'Agenzia delle Entrate, le spese telefoniche sostenute dall'impresa mandataria, operante nel settore della telefonia, per conto del committente sono escluse dal limite di deducibilità dell'80% di cui all'art. 102 co. 9 del TUIR. La risoluzione in commento, dopo aver ribadito che sono esclusi dalle limitazioni alla deducibilità i costi che costituiscono oggetto dell'attività d'impresa (in senso conforme, risoluzione dell'Agenzia delle Entrate 24.7.2008 n. 320), ha chiarito che non sono subordinate alle limitazioni ex art. 102 co. 9 del TUIR le spese di telefonia, non suscettibili di uso promiscuo, costituenti costi per commessa, a fronte delle quali il contribuente realizza ricavi d'esercizio. In particolare, l'Amministrazione finanziaria osserva che se così non fosse, a fronte di ricavi integralmente imponibili si contrapporrebbero costi parzialmente deducibili. In ordine alla deducibilità delle spese per l'acquisto di impianti di telefonia sostenute in qualità di impresa mandataria, la risoluzione n. 162/2009 ha chiarito che anche tali spese sono interamente deducibili posto che gli esborsi hanno natura di movimentazioni finanziarie, allo stesso modo in cui i successivi rimborsi ad opera del mandante non rappresentano ricavi. Di conseguenza, il limite di deducibilità dell'80% delle suddette spese trova applicazione soltanto in capo alle società mandanti.

Fonte: ilsole24ore del 19 giugno 2009, p. 31

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Di Dr E. D Amico (del 19/06/2009 @ 11:36:49, in Rassegna stampa, linkato 207 volte)

Studi di settore in vigore dal periodo d'imposta 2008 - Principali novità (circ. Agenzia Entrate 18.6.2009 n. 29) DI DEOTTO

Con la circolare 18.6.2009 n. 29, l'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in relazione all'applicazione degli studi di settore per il periodo d'imposta 2008. La circolare si sofferma sull'esame degli indicatori di normalità economica di cui all'art. 10-bis co. 2 della L. 146/98, attivi nell'ambito degli studi di settore evoluti per il 2008 ed approvati con i DM 23.12.2008, confermando, per quanto attiene alle modalità di funzionamento dei medesimi, i chiarimenti già resi con la circolare n. 44/2008. Particolare attenzione viene riservata ai correttivi applicati agli studi di settore, in particolar modo a quelli congiunturali introdotti a seguito della revisione straordinaria disposta dall'art. 8 del DL 29.11.2008 n. 185, conv. L. 28.1.2009 n. 2, al fine di tenere conto degli effetti che la crisi economico-finanziaria manifestatasi nel 2008 ha determinato su determinati settori o aree territoriali. Nello specifico, si tratta: - dei correttivi per l'incremento del costo del carburante e delle materie prime; - dei correttivi settoriali per attività che hanno subito una "riduzione dei margini di redditività"; - del correttivo generale collegato alla contrazione dei ricavi/compensi subita nel 2008; - dei correttivi agli indicatori di normalità economica. I suddetti correttivi operano in modo automatico, sulla base delle informazioni inserite dai contribuenti negli appositi campi del quadro X del modello di comunicazione dei dati rilevanti. Gli studi di settore integrati dai correttivi congiunturali approvati con il DM 19.5.2009 non sono suscettibili di applicazione retroattiva, in quanto i risultati dei medesimi tengono conto degli effetti della crisi economica del 2008 e, come tali, non estensibili a precedenti annualità. Per quanto concerne l'adeguamento, viene precisato che la maggiorazione del 3% risulta dovuta anche in relazione agli studi di settore non "evoluti" per il 2008 per i quali trovano applicazione i correttivi congiunturali "anti-crisi". L'esonero dal versamento della maggiorazione opera, infatti, nei casi in cui gli studi di settore siano modificati a seguito di revisione triennale (art. 2 del DPR 195/99) e non di semplice "integrazione", ancorché straordinaria.

Fonte: ilsole24ore del 19 giugno 2009, p. 31

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Di Dr E. D Amico (del 19/06/2009 @ 11:35:02, in Rassegna stampa, linkato 418 volte)

Deliberazione dell'assemblea - Mancato ricevimento della convocazione da parte di un socio - Effetti (Trib. Napoli 24.2.2009 n. 1457) DI KROGH

È nulla la deliberazione assunta dall'assemblea sociale nel caso in cui un socio, senza sua colpa, riceva in ritardo l'avviso di convocazione (art. 2479-bis co. 1 c.c.). Pertanto, il vizio può essere fatto valere da chiunque vi abbia interesse ed entro tre anni dalla trascrizione della delibera nel libro delle decisioni dei soci (art. 2479-ter co. 3 c.c.). Inoltre, il Tribunale ha precisato che: - l'espressione "decisioni prese in assenza assoluta di informazione", di cui all'art. 2479-ter co. 3 c.c., deve essere interpretata nel senso di comprendere sia l'omessa convocazione dell'assemblea, per le ipotesi in cui sia previsto il metodo assembleare, sia l'omessa preventiva informazione dei soci in ordine alla decisione extra assembleare, per le altre ipotesi; - nella prima ipotesi, deve applicarsi analogicamente l'art. 2379 co. 3 c.c., che specifica i casi in cui la convocazione dell'assemblea possa considerarsi effettivamente omessa, con conseguente nullità delle relative delibere.

Fonte: italiaoggi del 19 giugno 2009, p. 39

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Di Dr E. D Amico (del 04/05/2009 @ 19:15:17, in Rassegna stampa, linkato 147 volte)

Esigibilità dell'IVA per cassa - Novità del DL 185/2008 convertito (circ. Agenzia Entrate 30.4.2009 n. 20) DI MANTOVANI - SANTACROCE

La circolare in oggetto illustra la disciplina della c.d. "IVA per cassa", introdotta dall'art. 7 del DL 185/2008 (conv. L. 2/2009), la cui operatività decorre dalle operazioni effettuate a partire dal 28.4.2009. I principali chiarimenti riguardano: - la detrazione da parte del cessionario/committente, esercitabile dopo un anno dall'effettuazione dell'operazione anche se non è stato pagato il corrispettivo (salvo il caso in cui il cessionario/committente stesso sia stato assoggettato, entro tale termine, a procedura concorsuale o esecutiva); - il riferimento al provvedimento di apertura della procedura concorsuale (es. data della sentenza dichiarativa di fallimento) e all'atto di pignoramento ex art. 491 c.p.c., ai fini della sospensione "sine die" dell'esigibilità dell'imposta nel caso in cui il cessionario/committente sia stato assoggettato, entro un anno dall'effettuazione dell'operazione, a procedura concorsuale o esecutiva; - il calcolo del limite annuale in relazione alla data dell'operazione originaria anche in caso di emissione di note di variazione in aumento e di note in diminuzione di cui all'art. 26 co. 3 del DPR 633/72.

Fonte: ilsole24ore del 1 maggio 2009, p. 25

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Di Dr E. D Amico (del 24/04/2009 @ 10:43:26, in Rassegna stampa, linkato 291 volte)

Deposito degli atti di cessione di quote di srl - Semplificazione degli adempimenti - Novità del DL 112/2008 convertito - Obbligo di autentica da parte del notaio (Trib. Vicenza 17.4.2009) DI DE CESARI

L'art. 36 co. 1-bis del DL 112/2008, inserito in sede di conversione in legge, ha affiancato una nuova procedura per il trasferimento delle quote di srl a quella prevista dall'art. 2470 co. 2 c.c. Tale atto, infatti, può anche essere: - "sottoscritto digitalmente" nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione dei documenti informatici; - depositato presso il Registro delle Imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale a cura di un intermediario abilitato ai sensi dell'art. 31 co. 2-quater della L. 340/2000 (si tratta, in particolare, dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili). A giudizio del Tribunale di Vicenza, di tale norma occorrerebbe fornire un'interpretazione restrittiva, in base alla quale le deroghe all'art. 2470 co. 2 c.c. riguarderebbero solo gli obblighi di deposito al Registro delle Imprese. Nessuna deroga interverrebbe, invece, sulla previsione normativa che richiede l'autentica notarile. Salvo ulteriore intervento legislativo, quindi, sarebbe iscrivibile il solo atto con firma digitale autenticata dal notaio. Ciò in quanto: - l'art. 2470 co. 2 c.c. continua a richiedere per l'iscrizione nel Registro delle Imprese l'autenticazione della firma di tutte le parti dell'atto di trasferimento di quote da parte dei notai; - la firma digitale cui farebbe riferimento la nuova disposizione sarebbe quella di cui all'art. 25 del DLgs. 7.3.2005 n. 82 (c.d. "codice dell'amministrazione digitale"), vale a dire la firma digitale autenticata che comporta il controllo notarile di legalità, e non la firma digitale di cui ai precedenti artt. 21 e 24, che si presume riconducibile al titolare salvo prova contraria, non ritenendosi la locuzione "sottoscritto digitalmente" equivalente a "sottoscritto digitalmente con firma non autenticata"; - se il legislatore avesse voluto sottrarre la procedura semplificata all'autentica notarile della firma digitale avrebbe dovuto prevedere la formula "in deroga all'art. 2470, co. 2 c.c.".

Fonte: ilsole24ore del 24 aprile 2009, p. 35

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Di Dr E. D Amico (del 23/04/2009 @ 09:44:20, in Rassegna stampa, linkato 700 volte)

Trattamento degli interessi passivi sugli immobili (circ. Agenzia Entrate 21.4.2009 n. 19) DI POGGIANI

Secondo la circolare in commento, restano esclusi dalle limitazioni dell'art. 96 del TUIR gli interessi passivi compresi nel costo degli immobili alla cui produzione è diretta l'attività d'impresa (c.d. immobili-merce) sia se sono sostenuti per la loro costruzione, sia se sono sostenuti per la loro ristrutturazione. Per quanto concerne gli interessi passivi relativi all'acquisizione di immobili destinati alla successiva rivendita (non afferenti alla loro costruzione o ristrutturazione) o locazione, l'Agenzia, in assenza di un'esplicita disposizione, conferma l'applicazione della limitazione alla deducibilità, affermando che, per quanto concerne gli immobili "patrimonio", l'eventuale capitalizzazione degli interessi non impatta sul trattamento tributario. Pertanto, tali interessi saranno deducibili secondo le limitazioni dell'art. 96 del TUIR solo se sono sostenuti per l'acquisizione dell'immobile. In presenza di contratti per la realizzazione di lavori su "commessa", invece, occorre operare una distinzione: se gli interessi sono imputati in aumento al valore delle rimanenze, gli stessi restano esclusi dall'applicazione dell'art. 96 del TUIR, mentre, al contrario, la deduzione sarà oggetto delle limitazioni previste dalla norma.

Fonte: italiaoggi del 23 aprile 2009, p. 33

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Di Dr E. D Amico (del 17/04/2009 @ 12:19:16, in Rassegna stampa, linkato 316 volte)

Nomina obbligatoria del collegio sindacale nelle srl - Decadenza dell'obbligo - Decorrenza della cessazione del collegio sindacale (Documento del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili del 15.4.2009) DI CAVALLUZZO - MONTINARI

Ai sensi dell'art. 2477 co. 3 c.c., la nomina del collegio sindacale nelle srl è obbligatoria anche nel caso in cui, per due esercizi consecutivi, siano superati due dei limiti stabiliti dall'art. 2435-bis c.c. ai fini della redazione del bilancio in forma abbreviata (limiti recentemente elevati dal DLgs. 3.11.2008 n. 173, ma con effetti a partire dai bilanci relativi ad esercizi chiusi al 31.12.2009). Di contro, l'obbligo cessa quando, per due esercizi consecutivi, due dei predetti limiti non risultano superati. Non è chiaro, peraltro, se, in quest'ultima occasione (ed in assenza di clausole statutarie che, comunque, richiedano la nomina del collegio sindacale), la cessazione del collegio sindacale presenti efficacia immediata (al momento dell'approvazione del bilancio del secondo esercizio consecutivo in cui non sono superati i limiti di legge) o se, invece, sia necessario attendere la scadenza naturale (triennale) del mandato. Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili propende per la soluzione che vede il collegio sindacale in carica fino alla scadenza naturale del mandato. Soluzione non condivisa dagli Autori in commento che osservano come nelle srl - diversamente da quanto accade nelle spa, dove la presenza del collegio sindacale è sempre obbligatoria - sia prevista un'ulteriore causa di decadenza legata al venir meno dell'obbligo legale di nomina.

Fonte: ilsole24ore del 17 aprile 2009, p. 34

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Di Dr E. D Amico (del 16/04/2009 @ 10:52:28, in Rassegna stampa, linkato 613 volte)

Studi di settore - Errore dell'Ufficio - Definitività dell'accertamento - Illegittimità del diniego di autotutela (C.T. Prov. Savona 20.1.2009 n. 4) DI TROVATO

L'atto impositivo affetto da un errore materiale deve essere annullato anche nell'ipotesi in cui l'accertamento sia rimasto inoppugnato, nella specie per negligenza del professionista. Nella fattispecie in oggetto, un contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento basato sugli studi di settore, affetto da errore materiale in quanto l'Ufficio ha utilizzato un codice attività erroneo. L'accertamento, per negligenza del professionista, non è stato impugnato, per cui la pretesa è divenuta definitiva (si rileva che il professionista era anche stato indagato per appropriazione indebita del denaro dei contribuenti). Il contribuente ha presentato istanza di sgravio delle somme successivamente iscritte a ruolo, adducendo, quale motivo dell'annullamento, la presenza dell'errore materiale. La "motivazione" del diniego si esauriva nella tautologica affermazione secondo cui, nella specie, sarebbero difettati i presupposti per l'autotutela di cui al DM 37/97. I giudici hanno specificato che "l'Amministrazione avrebbe dovuto verificare in sede di istanza di autotutela se l'utilizzo del codice corrispondente all'attività avrebbe potuto dare risultati diversi, posto che se è compito dell'Amministrazione perseguire l'interesse pubblico, ciò non deve avvenire gravando il singolo di una pretesa che non abbia riscontro con la sua capacità contributiva ed in ogni caso avrebbe dovuto motivare sul punto il diniego dell'istanza proposta". In base a ciò, il diniego è stato annullato e l'Ufficio è stato obbligato al riesame dell'istanza.

Fonte: ilsole24ore del 16 aprile 2009, p. 33

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Di Dr E. D Amico (del 02/04/2009 @ 12:56:59, in Rassegna stampa, linkato 482 volte)

Percentuale massima di incentivo attribuibile - Classe dimensionale di appartenenza dell'impresa - Momento di individuazione (ris. Agenzia Entrate 1.4.2009 n. 88) DI SACRESTANO

L'Agenzia delle Entrate, con la ris. 1.4.2009 n. 88, ha chiarito che il momento in cui debbano essere verificate le condizioni per individuare, ai fini dell'agevolazione "Visco Sud" (art. 8 della L. 388/2000), la classe dimensionale cui appartiene l'impresa è quello in cui vengono realizzati gli investimenti. La risoluzione precisa inoltre che, qualora gli investimenti agevolabili vengano realizzati in più esercizi, occorre verificare il possesso dei requisiti alla data in cui, secondo le regole di competenza previste dall'art. 109 del TUIR, si considerano effettuate le operazioni di investimento. In particolare, nel caso di specie, ove sussistano i requisiti PMI (secondo quanto stabilito dalla Raccomandazione n. 2003/361/CE) al momento di effettuazione dell'investimento, è possibile applicare la percentuale massima prevista (42,5%); viceversa, laddove alla data in cui l'investimento è effettuato non sussistano i suddetti requisiti, si applicano le percentuali previste in misura inferiore. L'Agenzia delle Entrate ha inoltre chiarito che l'operazione di affitto d'azienda non comporta la rideterminazione del credito d'imposta in relazione ai beni agevolati trasferiti.

Fonte: ilsole24ore del 2 aprile 2009, p. 28

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