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ACCERTAMENTO E CONTROLLO
Abuso del diritto – Rassegna della giurisprudenza della Cassazione DI DEOTTO
Il ricorso al c.d. "abuso del diritto" sta diventando sempre più frequente, sia nella prassi accertativa dell’Amministrazione finanziaria, sia nella giurisprudenza di merito e di legittimità. Il menzionato concetto trae fondamento da alcune pronunce della Corte di Giustizia, che, limitatamente al campo fiscale, sono riferibili a tributi armonizzati, quali l’imposta sul valore aggiunto. In ambito nazionale, gli accertamenti antielusivi sono circoscritti alle fattispecie elencate dall’art. 37-bis del DPR 600/73, ove, tra l’altro, la legittimità dell’accertamento è subordinata al rispetto di parecchie garanzie procedurali. Ad avviso dell’Autore, per le ragioni sopra esposte, l’utilizzo del c.d. "abuso del diritto" è censurabile, ove riferito a tributi non armonizzati e a fattispecie diverse da quelle di cui all’art. 37-bis del DPR 600/73.
Fonte: ilsole24ore del 6 marzo 2010 p. 25
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DIRITTO SOCIETARIO
Assemblea – Esercizio del diritto di voto – Convocazione – Novità del DLgs. 27/2010 DI BUSANI
E’ stato pubblicato sul Supplemento Ordinario n. 43 della Gazzetta Ufficiale 5.3.2010 n. 53, il DLgs. 27.1.2010 n. 27, recante attuazione della direttiva 2007/36/CE, relativa all’esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate. Tra le principali novità si segnalano le seguenti: – legittimazione alla partecipazione all’assemblea in capo a coloro che risultano essere soci al termine della giornata contabile del settimo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l’assemblea in prima o unica convocazione (c.d. record date); – possibilità, previa specifica indicazione statutaria, di esprimere il voto con strumenti elettronici; – riconoscimento del diritto dei soci di iscrivere argomenti all’ordine del giorno, a condizione che ciascuna richiesta sia accompagnata da motivazione e proposta di delibera; – possibilità, tramite indicazione statutaria in tal senso, di riconoscere un dividendo maggiorato fino al 10% per i titoli di cui l’azionista mantenga la proprietà per almeno un anno. La nuova disciplina trova applicazione a partire dalle assemblee il cui avviso di convocazione sia pubblicato dopo il 31.10.2010.
Fonte: ilsole24ore del 6 marzo 2010 p. 31
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BILANCIO – CRITERI DI VALUTAZIONE
Criteri di valutazione civilistici e fiscali DI GAIANI
Nella chiusura dei bilanci al 31.12.2009, occorre prestare particolare attenzione, stante l’attuale crisi economico-finanziaria, alla quantificazione delle rimanenze di magazzino. Gli aspetti maggiormente problematici attengono: – all’imputazione delle spese generali di produzione; – alla svalutazione delle rimanenze. Quanto al primo punto, secondo il documento OIC n. 13 (§ D.III.g), le spese generali di produzione sono generalmente distribuite sui prodotti usando percentuali prefissate basate su un volume previsto di spese in relazione ad un livello normale di produzione. A tal fine, va tenuta presente la capacità produttiva normale degli impianti, cioè la potenzialità dell’impianto a produrre con ragionevoli livelli di efficienza, anche qualora, a causa di crisi di settore o interventi di ristrutturazione, i livelli di attività siano inferiori a quelli normali. Devono, quindi, essere esclusi tutti quei costi anomali, come quelli relativi a impianti e macchinari inattivi, scioperi, ecc. (documento OIC n. 13, § D.III.g). In merito al secondo punto, ai sensi dell’art. 2426 co. 1 n. 9) c.c., le rimanenze di magazzino sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione e il valore desumibile dall’andamento del mercato. Pertanto, qualora, come è probabile nell’attuale contesto di mercato, il valore di mercato sia inferiore al costo di acquisto/produzione, occorre procedere ad una svalutazione. Tale svalutazione assume rilevanza fiscale solo nei limiti del valore normale rilevato nell’ultimo mese dell’esercizio ex art. 92 del TUIR.
Fonte: ilsole24ore del 2 marzo 2010 p. 37
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MODELLO F24 – COMPENSAZIONI
Società di persone e associazioni professionali – Utilizzo delle ritenute subite per compensare debiti dell’associazione o della società – Indicazione nel modello UNICO DI LIBURDI
Il principio di compensazione, in capo all’ente collettivo, delle ritenute IRPEF riattribuite dai soci (circ. Agenzia delle Entrate 23.12.2009 n. 56) opera mediante la doppia indicazione dei relativi importi nei quadri RX, nell’introdotto rigo RX19, e RK del modello di dichiarazione UNICO SP 2010. Resta ancora da chiarire se la libertà di scelta riconosciuta al socio circa l’ammontare di ritenute da restituire al soggetto partecipato comporti anche la possibilità, per il socio stesso, di restituzione integrale di quanto attribuito con conseguente versamento personale del debito d’imposta, nel caso in cui il singolo associato abbia subito anche ritenute a titolo personale.
Fonte: italiaoggi del 3 marzo 2010 p. 35
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